MENU

Un Santo al giorno

390
9

Un Santo giorno 11-17 Dicembre 2017
La storia religiosa di Guadalupe inizia nel 1531 quando la Santa Vergine apparve più volte a Guadalupe, in Messico. Colui al quale la Madonna volle manifestarsi era un azteco e si convertì al cristianesimo.
Il suo nome era Juan Diego Cuauhtlatoatzin e vide Maria per più di una volta dal 9 al 12 dicembre.
Maria apparve per la prima volta a Juan Diego su un colle e gli chiese di far erigere ai piedi di esso un santuario in suo onore. Così Juan Diego si recò dal vescovo Juan de Zummarràga. Questi, però, non gli credette. Nella seconda apparizione Maria disse al veggente di tornare dal vescovo, che questa volta lo ascoltò ma chiese una prova che confermasse il fatto. Juan Diego tornò sul colle e Maria gli promise un segno per il giorno dopo. L’uomo, però, l’indomani, non poté recarsi sul colle poiché suo zio era gravemente malato. Tuttavia il giorno ancora seguente vide Maria lungo la strada, la quale lo rassicurò dicendogli che suo zio era già guarito, e gli chiese di tornare subito al colle.
continua la lettura

Figlia del doge di Genova, scoprì ancora fanciulla la vocazione allo stato religioso, confidando alla madre di voler entrare in un monastero. Ma la madre morì e Virginia non poté realizzare il suo proposito, perché il padre l’aveva promessa sposa a Gaspare Bracelli, di nobile e ricca famiglia genovese, erede di grandi fortune, ma dedito alla vita godereccia e al gioco. Quando Virginia lo seppe, si sfogò in lacrime, ma per docilità al padre accettò. Il matrimonio fu per lei una scuola di santificazione personale. Due figlie, Lelia e Isabella, lo rallegrarono, ma le inclinazioni del marito esplosero, ne logorarono la gracile fibra e lo ridussero in fin di vita, lontano dalla famiglia. Virginia, che aveva tentato in tutti i modi di ricondurlo sulla via retta, corse al suo capezzale, lo curò nel corpo e nello spirito., prima di vederlo morire il 13 giugno 1607. Quel giorno stesso la Santa, appena ventenne, col voto di castità, fece a Dio il dono di tutta se stessa, rifiutando le seconde nozze offertele dal padre; si dedicò al lavoro, all’educazione delle due figlie, e alla promozione dell’Opera delle chiese povere rurali, alla quale donava denaro e vestiti.
continua la lettura

Lucia nacque a Siracusa nell’anno 281 da nobilissima e ricchissima famiglia. Rimasta orfana di padre all’età di cinque anni, venne educata nella religione cristiana dalla pia e saggia Eutichia, sua madre. Decise, all’insaputa della madre, di mantenere perpetua verginità, ma ignorando questo segreto, Eutichia non tardò d interessarsi per trovarle uno sposo che convenisse. Questi era un giovane nobile, ricco e di buone qualità, ma non cristiano. Lucia si turbò, ma non volendo manifestare il suo segreto alla madre, cercò pretesti per tramandare le nozze.
Eutichia fu presa da una grave malattia, per cui non bastando né medici né medicine, per consiglio di Lucia, mamma e figlia decisero di portarsi in pellegrinaggio a Catania, alla tomba di Santa Agata,per ottenere la guarigione.
continua la lettura

«È dovere dei ricchi usare misericordia verso i poveri». Ripeteva spesso questa massima, sforzandosi di tradurla in pratica Adelaide di Borgogna, moglie di Ottone I e imperatrice. Nata nel 931, fin da bambina Adelaide si trovò a essere una importante pedina della politica europea. Donna di elevate doti intellettuali, dimostrò innata capacità politica e grande pietà cristiana. Sposò a sedici anni Lotario II di Provenza, ma ben presto ne restò vedova.
Berengario di Ivrea, l’uomo forte del regno d’Italia, la volle come moglie di suo figlio, ma ella rifiutò decisamente, finendo per questo in ostaggio in un castello su le rive del lago di Garda. Riuscita a fuggire, forse con l’aiuto di Ottone, che voleva estendere la sua influenza sull’Italia, lo sposò poi a Pavia il giorno di Natale del 951.
continua la lettura

Nasce a Fontiveros in Castiglia (Spagna) nel 1542, da una famiglia poverissima. Orfano molto presto del padre, con una madre laboriosa e intraprendente per far fronte alla fame, il giovane Juan si dà da fare come infermiere per mantenersi agli studi cui si sente portato.
A vent’anni decide di entrare nel noviziato dei Carmelitani. Arriva al sacerdozio a ventiquattro. Santa Teresa d’Avila lo invita a partecipare alla riforma dell’ordine Carmelitano. Maestro dei novizi, Giovanni attira tanti giovani che desiderano condurre una vita solitaria, mistica e silenziosa come la sua.
La sua perfezione ascetica, la sua vita d’orazione, la sua elevatezza di spirito e ingegno, l’esperienza mistica personale e del Carmelo Riformato, così come la sua vasta dottrina, fanno di lui non solo un santo, ma anche un grande maestro. Il suo linguaggio è poetico, pieno di immagini e simboli. Da umanista rinascimentale offre un valido aiuto per il cammino cristiano moderno. Muore a Ubeda il 14 dicembre 1591, a soli quarantanove anni, facendo sue le parole del Cantico dei cantici: “Rompi la tela ormai al dolce incontro!”.
continua la lettura

Gaudete, terza domenica di Avvento, la cui parola chiave è “gioia”. A poche settimane dal Natale, la chiesa ne aiuta la preparazione con la voce dell’ultimo dei profeti, Giovanni Battista. Egli è l’apripista a colui che deve venire, una voce che aiuta a capire come preparare la strada per poterlo accogliere.
Giovanni Battista urla, grida, cerca di farsi ascoltare, parla della venuta di Dio. Non si definisce mai profeta ma “voce di uno che grida nel deserto” e la sua unica missione è quella di essere il precursore del Salvatore, missione portata a termine pagando con la vita, anzi con la testa.
continua la lettura

NapoliMonitor