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Romeo e giulietta

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“Col passare del tempo si ringiovanisce, tornando a rileggere gli autori amati da ragazzi. 
Nel mio caso William Shakespeare. 
Quest’estate ho deciso di riprenderlo dagli inizi. 
Da Romeo e Giulietta, l’archetipo di tutte le storie d’amore. 

Ne contiene i due elementi essenziali: la purezza rivoluzionaria della passione e il fattore impeditivo, rappresentato dall’odio tra i Montecchi e i Cappelletti (che il Bardo storpiò in Capuleti, perché evidentemente non lesse la storia, ma la ascoltò). 

Nel memorabile incipit del romanzo Alta fedeltà, lo scrittore inglese Nick Hornby ricorda come le sofferenze d’amore capitate da adulti non riescano a raggiungere il livello emotivo di quelle che ci ustionarono il cuore ai tempi dell’apprendistato sentimentale. 
A quindici anni si può davvero morire per amore. È soprattutto a quell’età che l’amore possiede una carica eversiva in grado di sconvolgere le istituzioni familiari e sociali, basate su regole e ipocrisie che la passione scardina inesorabilmente. 

Oggi è più raro che una storia d’amore sia osteggiata dalla famiglia o dalla società. 
Il fattore impeditivo si è spostato dentro noi stessi. 
La libertà di amare ci ha fatto scoprire le gabbie interiori che frenano il dispiegarsi di quell’energia miracolosa. 

Per questo anche un cinquantenne può rileggere Romeo e Giulietta e palpitare con loro senza sentirsi ridicolo. Semmai un po’ nostalgico.”

Corriere della Sera