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Leaf me Alone

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“Annali del Malanno” Gesualdo Bufalino
Una foglia fugace mi si posi sul volto,
e io ripenso un giorno senza sole,
e noi stanchi d’amarci e pieni di parole,
come chi recita la prima volta.

Andavamo nel vento allacciati e furenti
fra due filari di scialbo mattino,
odiandoci e piangendo come bambini.
Volevamo morire, te ne rammenti?

E ora dove sei, che ne è stato di noi,
dei tuoi capelli lisci che il vento turbava?
Io non so piú ritrovare la strada,
dove tu sottoterra dolcemente t’annoi.

 

 
Intervista a Gesualdo Bufalino, definito “collezionista di memorie e seduttore di spettri”, riguardo al libro Diceria dell’untore e al Campiello. Elvira Sellerio parla della pubblicazione di Comiso ieri. Maria Corti, curatrice dei libri, racconta quanto lui stesso fosse riservato e non amasse la notorietà, che definiva “un autobus affollato”. Bufalino stesso parla dei suoi ricordi d’infanzia; del rapporto che lo lega alla sua Sicilia e del sentimento della morte nei siciliani. Parlando di Leopardi, ma anche di se stesso,
Bufalino dice: “il dolore dei poeti non e’ mai inutile”