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UN FUTURO DA RINCORRERE – Deloitte Innovation Summit

In edicola una mia illustrazione per il Corriere della Sera. UN FUTURO DA RINCORRERE – a Milano il Deloitte Innovation Summit
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Mio padre

Quattro giorni fa è venuto a mancare mio padre. Ero a Napoli per uno dei miei incontri con Riccardo Muti, che considero mio fratello maggiore. L’ho saputo appena sceso dal treno, è venuto a mancare mio padre Sono stato decine di volte a Napoli, non l’avevo mai vista così. Era una giornata col mare in tempesta. Un vento impetuoso che si camminava a fatica, le onde erano come impazzite, gli schizzi d’acqua raggiungevano il lungomare. Era deserto per il maltempo. Il cielo era lattiginoso, senza colori, l’orizzonte indefinito, Capri sembrava sparita. Le boe e le corde delle imbarcazioni sballottate dalle onde emanavano uno strano sibilo: sinistro. Ho provato a fare una foto col cellulare ma era fuori uso: meglio così. Qualcosa deve restare nella memoria, al di là della sua realtà immediata, liberandoci dalla tirannia dell’istante che si vuole fissare: il tempo forse finirà col mitizzare quella giornata. Tutti gli elementi della natura sembravano essermi ostili, in una città, Napoli, dove ogni dettaglio si fa metafora di qualcosa. Camminavo un po’ frastornato quando mi sono rifugiato a Castel dell’Ovo dove si è appena inaugurata la mostra su Eduardo De Filippo. Ad accoglierti all’ingresso ci sono alcune sue poesie, una si […]
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Un vecchio e il mare nella terra dell’abbondanza

Prima arriva il cappuccino e tredici minuti dopo la brioche. Tredici minuti dopo. C’è qualcosa che non va in questo Paese. Come un nastro al contrario. Me ne accorgo a colazione, in questo locale scintillante che proclama di avere la colazione italiana più buona d’America. E me ne accorgo quando salgo sul Greyhound, il primo del percorso. New York – Washington. Fuori 40 gradi, dentro 20, forse meno. I passeggeri si proteggono dal freddo con maglioni e coperte di lana. Eppure è agosto. Quando scendono dal pullman, si spogliano. Così pure nei ristoranti. Non puoi mangiare senza felpa. La temperatura è troppo fredda. Così pure nei negozi. La temperatura è troppo fredda. Entri sudato e ti prendi il raffreddore (a me è successo al quarto giorno di vacanza). Sembra tutto spropositato. Come i piatti che servono nei ristoranti, troppo grandi. Così pure i bicchieri di Pepsi. Troppo grossi. Così pure gli anelli sulle dita degli uomini sposati, come questo energumeno calvo nel sedile accanto a me. A lui non basta una fede, sull’anulare ha una patacca d’oro iridescente. Troppo grande. Qui tutto è troppo: l’aria, il cibo, le persone. Washington, stazione dei pullman. I passeggeri scendono dal bus e cominciano a dondolare. Un barile […]
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L’equilibrio più FRAGILE – Strategy Council Deloitte

Per il Corriere della Sera la mia illustrazione per la quinta edizione dello  Strategy Council Deloitte che tratterà di crescita economica sostenibile ed equità.
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trentafebbraio n°349

trentafebbraio è un appuntamento che non puoi fissare trentafebbraio è un salto nell’agenda, un giorno in cui nessun aereo volerà, in cui nessuno nasce o muore, 30 febbraio è un mai addolcito da due parole reali… un giorno che ti ha insegnato a non aspettare semplicemente perché non c’è. trentafebbraio è la storia di una promessa fatta a una comunità – quella di Chiaramonte Gulfi – di un hotel dal passato glori0so, adesso un rudere, e un gruppo di persone che con disincanto e ironia aspettano l’apertura e il funzionamento della struttura. Il modo in cui si è scelto per aspettare il trentafebbario, il giorno di inaugurazione dell’hotel, è la realizzazione di un numero con l’unico obiettivo di segnare il tempo che separa la promessa dall’attuazione.
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Il nome nascosto di un amore

Quando l’aereo è decollato ho salutato con una strizzata d’occhi Buenos Aires, l’Argentina, l’inverno australe e tutti quegli infiniti chilometri di asfalto che in tre settimane di viaggio avevo battezzato con la suola delle mie Nike. L’ho fatto con una stretta al cuore, come se qualcuno da laggiù mi stesse guardando andar via dopo aver speso fino all’ultima goccia di sudore per convincermi a restare. Un paio di ore dopo il Boeing è caduto nel torpore e le tendine degli oblò si sono abbassate per simulare la notte. Una notte finta in cui non riuscivo a dormire. Poi all’improvviso mi sono ricordato della tendina chiusa e del finestrino. L’ho alzata, e fuori ho visto quello che in vita mia non avevo mai visto. Volavamo sopra l’oceano appena oltre le coste brasiliane, e laggiù, a ovest, sulla fine del mondo, il sole dipingeva l’orizzonte col più incredibile dei rossi, un’infinita striscia di sangue che ridisegnava la curvatura terrestre facendomi sospettare, come poche altre volte nella vita, l’esistenza di Dio. Il giorno si spostava un po’ più in là per essere giorno altrove, correva a ovest fino a diventare est. E mentre la striscia si assottigliava e diventava di un rosa conchiglia […]
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Organic Planet

Organic Planet, la mia illustrazione per il Corriere della Sera che racconta l’universo bio!
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PIEZZECORE

Piccoli, grandi, medi, immaginari: i figli, in ogni forma e dimensione, so’ piezz’e core. Ma siccome arrivano senza libretto di istruzioni, fare i genitori è un gran casino. Su «Piezzecore», ogni settimana, cerchiamo un po’ di conforto.
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ITALIANISM – 10 COPERTINE

Italianism chiesto a 10 esperti di indicare qual è, dal loro punto di vista, la copertina più importante e rappresentativa degli ultimi 50 anni di musica italiana. I motivi della scelta possono essere vari: la memoria personale e collettiva, l’impatto culturale che un’ immagine ha provocato, il puro dato estetico e di stile, il segno lasciato nel corso del tempo, la capacità di tradurre visivamente con 10 copertine un suono o un’identità o una generazione. A tutti è stata offerta la possibilità di rielaborare in modo personale la copertina del disco assegnata automaticamente al momento dell’iscrizione. La risposta è arrivata con 750 artwork, che trovate pubblicati nella gallery. Una giuria composta da 10 professionisti per 10 copertine ha scelto i lavori di eccellenza. Ecco la mia copertina per il disco di Lucio Battisti – Anima Latina selected by Carlo Pastore.
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Ho fatto l’amore con l’assistente sessuale

A minuti arriva l’assistente sessuale. Paralizzato nel mio letto non vedo l’ora. Ci siamo conosciuti su Facebook, massima riservatezza e astenersi perditempo. I miei, con cui vivo, non sanno nulla. Lei, come da professione, avrebbe voluto parlare chiaro ma io le ho chiesto di mantenere la cosa fra noi. Ora, crogiolandomi nell’impaziente piacere dell’attesa, immagino come sarà. Una cascata di biondi riccioli sulle spalle. Fisico slanciato mentre facciamo conoscenza e lei mi guarda senza imbarazzo. Mi sento libero. Pienamente uomo. Qualche occhiata complice mentre i convenevoli sono doverosamente asettici. Forma e contenuto danzano una ballata ambigua. L’idea dell’approccio professionale mi fa ritenere che dovremo restare nei ruoli, ma il consenso che trovo nel nostro linguaggio oculare accende la speranza che a un certo punto cadranno determinate barriere e sarà quello che mi piacerebbe che fosse. E che piacerebbe anche a lei. E se la confidenza fra iridi fosse una mia costruzione? E se fosse il suo modo di fare? Il modo di fare della mia assistente sessuale. Stiamo tastando il terreno. La porta della stanza felpatamente richiusa dalla sua femminile destrezza. È leggiadra. Volteggia. Come farà all’amore? Presto saprò. O il suo lieve segreto resterà per sempre da Cupido protetto. […]
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