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UN FUTURO DA RINCORRERE – Deloitte Innovation Summit

In edicola una mia illustrazione per il Corriere della Sera. UN FUTURO DA RINCORRERE – a Milano il Deloitte Innovation Summit
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Un vecchio e il mare nella terra dell’abbondanza

Prima arriva il cappuccino e tredici minuti dopo la brioche. Tredici minuti dopo. C’è qualcosa che non va in questo Paese. Come un nastro al contrario. Me ne accorgo a colazione, in questo locale scintillante che proclama di avere la colazione italiana più buona d’America. E me ne accorgo quando salgo sul Greyhound, il primo del percorso. New York – Washington. Fuori 40 gradi, dentro 20, forse meno. I passeggeri si proteggono dal freddo con maglioni e coperte di lana. Eppure è agosto. Quando scendono dal pullman, si spogliano. Così pure nei ristoranti. Non puoi mangiare senza felpa. La temperatura è troppo fredda. Così pure nei negozi. La temperatura è troppo fredda. Entri sudato e ti prendi il raffreddore (a me è successo al quarto giorno di vacanza). Sembra tutto spropositato. Come i piatti che servono nei ristoranti, troppo grandi. Così pure i bicchieri di Pepsi. Troppo grossi. Così pure gli anelli sulle dita degli uomini sposati, come questo energumeno calvo nel sedile accanto a me. A lui non basta una fede, sull’anulare ha una patacca d’oro iridescente. Troppo grande. Qui tutto è troppo: l’aria, il cibo, le persone. Washington, stazione dei pullman. I passeggeri scendono dal bus e cominciano a dondolare. Un barile […]
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L’equilibrio più FRAGILE – Strategy Council Deloitte

Per il Corriere della Sera la mia illustrazione per la quinta edizione dello  Strategy Council Deloitte che tratterà di crescita economica sostenibile ed equità.
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trentafebbraio n°349

trentafebbraio è un appuntamento che non puoi fissare trentafebbraio è un salto nell’agenda, un giorno in cui nessun aereo volerà, in cui nessuno nasce o muore, 30 febbraio è un mai addolcito da due parole reali… un giorno che ti ha insegnato a non aspettare semplicemente perché non c’è. trentafebbraio è la storia di una promessa fatta a una comunità – quella di Chiaramonte Gulfi – di un hotel dal passato glori0so, adesso un rudere, e un gruppo di persone che con disincanto e ironia aspettano l’apertura e il funzionamento della struttura. Il modo in cui si è scelto per aspettare il trentafebbario, il giorno di inaugurazione dell’hotel, è la realizzazione di un numero con l’unico obiettivo di segnare il tempo che separa la promessa dall’attuazione.
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Il nome nascosto di un amore

Quando l’aereo è decollato ho salutato con una strizzata d’occhi Buenos Aires, l’Argentina, l’inverno australe e tutti quegli infiniti chilometri di asfalto che in tre settimane di viaggio avevo battezzato con la suola delle mie Nike. L’ho fatto con una stretta al cuore, come se qualcuno da laggiù mi stesse guardando andar via dopo aver speso fino all’ultima goccia di sudore per convincermi a restare. Un paio di ore dopo il Boeing è caduto nel torpore e le tendine degli oblò si sono abbassate per simulare la notte. Una notte finta in cui non riuscivo a dormire. Poi all’improvviso mi sono ricordato della tendina chiusa e del finestrino. L’ho alzata, e fuori ho visto quello che in vita mia non avevo mai visto. Volavamo sopra l’oceano appena oltre le coste brasiliane, e laggiù, a ovest, sulla fine del mondo, il sole dipingeva l’orizzonte col più incredibile dei rossi, un’infinita striscia di sangue che ridisegnava la curvatura terrestre facendomi sospettare, come poche altre volte nella vita, l’esistenza di Dio. Il giorno si spostava un po’ più in là per essere giorno altrove, correva a ovest fino a diventare est. E mentre la striscia si assottigliava e diventava di un rosa conchiglia […]
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Organic Planet

Organic Planet, la mia illustrazione per il Corriere della Sera che racconta l’universo bio!
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PIEZZECORE

Piccoli, grandi, medi, immaginari: i figli, in ogni forma e dimensione, so’ piezz’e core. Ma siccome arrivano senza libretto di istruzioni, fare i genitori è un gran casino. Su «Piezzecore», ogni settimana, cerchiamo un po’ di conforto.
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ITALIANISM – 10 COPERTINE

Italianism chiesto a 10 esperti di indicare qual è, dal loro punto di vista, la copertina più importante e rappresentativa degli ultimi 50 anni di musica italiana. I motivi della scelta possono essere vari: la memoria personale e collettiva, l’impatto culturale che un’ immagine ha provocato, il puro dato estetico e di stile, il segno lasciato nel corso del tempo, la capacità di tradurre visivamente con 10 copertine un suono o un’identità o una generazione. A tutti è stata offerta la possibilità di rielaborare in modo personale la copertina del disco assegnata automaticamente al momento dell’iscrizione. La risposta è arrivata con 750 artwork, che trovate pubblicati nella gallery. Una giuria composta da 10 professionisti per 10 copertine ha scelto i lavori di eccellenza. Ecco la mia copertina per il disco di Lucio Battisti – Anima Latina selected by Carlo Pastore.
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Ho fatto l’amore con l’assistente sessuale

A minuti arriva l’assistente sessuale. Paralizzato nel mio letto non vedo l’ora. Ci siamo conosciuti su Facebook, massima riservatezza e astenersi perditempo. I miei, con cui vivo, non sanno nulla. Lei, come da professione, avrebbe voluto parlare chiaro ma io le ho chiesto di mantenere la cosa fra noi. Ora, crogiolandomi nell’impaziente piacere dell’attesa, immagino come sarà. Una cascata di biondi riccioli sulle spalle. Fisico slanciato mentre facciamo conoscenza e lei mi guarda senza imbarazzo. Mi sento libero. Pienamente uomo. Qualche occhiata complice mentre i convenevoli sono doverosamente asettici. Forma e contenuto danzano una ballata ambigua. L’idea dell’approccio professionale mi fa ritenere che dovremo restare nei ruoli, ma il consenso che trovo nel nostro linguaggio oculare accende la speranza che a un certo punto cadranno determinate barriere e sarà quello che mi piacerebbe che fosse. E che piacerebbe anche a lei. E se la confidenza fra iridi fosse una mia costruzione? E se fosse il suo modo di fare? Il modo di fare della mia assistente sessuale. Stiamo tastando il terreno. La porta della stanza felpatamente richiusa dalla sua femminile destrezza. È leggiadra. Volteggia. Come farà all’amore? Presto saprò. O il suo lieve segreto resterà per sempre da Cupido protetto. […]
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Cat person

«Cat person», il racconto di Kristen Roupenian su un appuntamento andato male pubblicato sul New Yorker, sta facendo molto discutere. Abbiamo raccolto la testimonianza di donne che hanno vissuto situazioni simili. E ne abbiamo parlato con un esperto. «Margot incontrò Robert un venerdì sera, verso la fine del semestre autunnale». Da questo incipit parte il racconto che sta facendo discutere diverse comunità (online e offline) in questi giorni. Si intitola Cat Person ed è il resoconto di brutale e minuziosa onestà con cui Kristen Roupenian esordisce sulla rivista letteraria New Yorker. Margot e Robert sono destinati a reincontrarsi, forse a piacersi e poi a parlare a lungo in chat prima di rivedersi per un primo, e ultimo, appuntamento insieme. Nel corso della serata, Margot comincia a vedere Robert sotto una luce diversa da quella dello schermo, lo scopre più immaturo della sua età (34 anni) e anche meno attraente.Ma ha 20 anni e interpreta con ingenuità e apertura alcuni atteggiamenti, decidendo ugualmente di andarci a letto, controvoglia. La sua sparizione scatenererà l’aggressività di Robert, che – mesi dopo il rifiuto –  ubriaco inseguirà Margot in un bar dove si trova coi suoi amici e comincerà a mandarle messaggi, con un tono molto accusatorio e aggressivo, fino a definirla […]
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