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trentafebbraio n°349

trentafebbraio è un appuntamento che non puoi fissare trentafebbraio è un salto nell’agenda, un giorno in cui nessun aereo volerà, in cui nessuno nasce o muore, 30 febbraio è un mai addolcito da due parole reali… un giorno che ti ha insegnato a non aspettare semplicemente perché non c’è. trentafebbraio è la storia di una promessa fatta a una comunità – quella di Chiaramonte Gulfi – di un hotel dal passato glori0so, adesso un rudere, e un gruppo di persone che con disincanto e ironia aspettano l’apertura e il funzionamento della struttura. Il modo in cui si è scelto per aspettare il trentafebbario, il giorno di inaugurazione dell’hotel, è la realizzazione di un numero con l’unico obiettivo di segnare il tempo che separa la promessa dall’attuazione.
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Il nome nascosto di un amore

Quando l’aereo è decollato ho salutato con una strizzata d’occhi Buenos Aires, l’Argentina, l’inverno australe e tutti quegli infiniti chilometri di asfalto che in tre settimane di viaggio avevo battezzato con la suola delle mie Nike. L’ho fatto con una stretta al cuore, come se qualcuno da laggiù mi stesse guardando andar via dopo aver speso fino all’ultima goccia di sudore per convincermi a restare. Un paio di ore dopo il Boeing è caduto nel torpore e le tendine degli oblò si sono abbassate per simulare la notte. Una notte finta in cui non riuscivo a dormire. Poi all’improvviso mi sono ricordato della tendina chiusa e del finestrino. L’ho alzata, e fuori ho visto quello che in vita mia non avevo mai visto. Volavamo sopra l’oceano appena oltre le coste brasiliane, e laggiù, a ovest, sulla fine del mondo, il sole dipingeva l’orizzonte col più incredibile dei rossi, un’infinita striscia di sangue che ridisegnava la curvatura terrestre facendomi sospettare, come poche altre volte nella vita, l’esistenza di Dio. Il giorno si spostava un po’ più in là per essere giorno altrove, correva a ovest fino a diventare est. E mentre la striscia si assottigliava e diventava di un rosa conchiglia […]
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Organic Planet

Organic Planet, la mia illustrazione per il Corriere della Sera che racconta l’universo bio!
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PIEZZECORE

Piccoli, grandi, medi, immaginari: i figli, in ogni forma e dimensione, so’ piezz’e core. Ma siccome arrivano senza libretto di istruzioni, fare i genitori è un gran casino. Su «Piezzecore», ogni settimana, cerchiamo un po’ di conforto.
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ITALIANISM – 10 COPERTINE

Italianism chiesto a 10 esperti di indicare qual è, dal loro punto di vista, la copertina più importante e rappresentativa degli ultimi 50 anni di musica italiana. I motivi della scelta possono essere vari: la memoria personale e collettiva, l’impatto culturale che un’ immagine ha provocato, il puro dato estetico e di stile, il segno lasciato nel corso del tempo, la capacità di tradurre visivamente con 10 copertine un suono o un’identità o una generazione. A tutti è stata offerta la possibilità di rielaborare in modo personale la copertina del disco assegnata automaticamente al momento dell’iscrizione. La risposta è arrivata con 750 artwork, che trovate pubblicati nella gallery. Una giuria composta da 10 professionisti per 10 copertine ha scelto i lavori di eccellenza. Ecco la mia copertina per il disco di Lucio Battisti – Anima Latina selected by Carlo Pastore.
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Ho fatto l’amore con l’assistente sessuale

A minuti arriva l’assistente sessuale. Paralizzato nel mio letto non vedo l’ora. Ci siamo conosciuti su Facebook, massima riservatezza e astenersi perditempo. I miei, con cui vivo, non sanno nulla. Lei, come da professione, avrebbe voluto parlare chiaro ma io le ho chiesto di mantenere la cosa fra noi. Ora, crogiolandomi nell’impaziente piacere dell’attesa, immagino come sarà. Una cascata di biondi riccioli sulle spalle. Fisico slanciato mentre facciamo conoscenza e lei mi guarda senza imbarazzo. Mi sento libero. Pienamente uomo. Qualche occhiata complice mentre i convenevoli sono doverosamente asettici. Forma e contenuto danzano una ballata ambigua. L’idea dell’approccio professionale mi fa ritenere che dovremo restare nei ruoli, ma il consenso che trovo nel nostro linguaggio oculare accende la speranza che a un certo punto cadranno determinate barriere e sarà quello che mi piacerebbe che fosse. E che piacerebbe anche a lei. E se la confidenza fra iridi fosse una mia costruzione? E se fosse il suo modo di fare? Il modo di fare della mia assistente sessuale. Stiamo tastando il terreno. La porta della stanza felpatamente richiusa dalla sua femminile destrezza. È leggiadra. Volteggia. Come farà all’amore? Presto saprò. O il suo lieve segreto resterà per sempre da Cupido protetto. […]
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Cat person

«Cat person», il racconto di Kristen Roupenian su un appuntamento andato male pubblicato sul New Yorker, sta facendo molto discutere. Abbiamo raccolto la testimonianza di donne che hanno vissuto situazioni simili. E ne abbiamo parlato con un esperto. «Margot incontrò Robert un venerdì sera, verso la fine del semestre autunnale». Da questo incipit parte il racconto che sta facendo discutere diverse comunità (online e offline) in questi giorni. Si intitola Cat Person ed è il resoconto di brutale e minuziosa onestà con cui Kristen Roupenian esordisce sulla rivista letteraria New Yorker. Margot e Robert sono destinati a reincontrarsi, forse a piacersi e poi a parlare a lungo in chat prima di rivedersi per un primo, e ultimo, appuntamento insieme. Nel corso della serata, Margot comincia a vedere Robert sotto una luce diversa da quella dello schermo, lo scopre più immaturo della sua età (34 anni) e anche meno attraente.Ma ha 20 anni e interpreta con ingenuità e apertura alcuni atteggiamenti, decidendo ugualmente di andarci a letto, controvoglia. La sua sparizione scatenererà l’aggressività di Robert, che – mesi dopo il rifiuto –  ubriaco inseguirà Margot in un bar dove si trova coi suoi amici e comincerà a mandarle messaggi, con un tono molto accusatorio e aggressivo, fino a definirla […]
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One million pounds burning

La sera del 23 agosto 1994 sull’isola di Jura, nell’arcipelago scozzese delle Ebridi Interne, un incendio divampava dentro un piccolo capannone abbandonato. Se qualcuno fosse entrato là dentro avrebbe pensato che l’intero archivio di un giornale fosse stato dato alle fiamme. Enormi pile di carta stampata stavano bruciando, innalzando in cielo colonne di fumo e cenere. L’ipotetico osservatore avrebbe inoltre notato che nel modo in cui quella carta prendeva fuoco c’era qualcosa di strano. Ci voleva un po’ prima che le fiamme attecchissero, per poi bruciare lentamente. Alla fine si sarebbe accorto che la carta era più densa di quella utilizzata per i giornali, e che i fogli erano molto più piccoli delle pagine di un quotidiano. Magari un angolo bruciacchiato svolazzante nella corrente d’aria calda avrebbe attirato la sua attenzione: non era un disegno della corona della regina, quello? Non erano in effetti banconote da cinquanta sterline, quelle che stavano bruciando? E neppure poche: erano centinaia. La verità è che il nostro ipotetico spettatore sarebbe stato il testimone dell’incenerimento di un milione di sterline, quella notte di agosto. Un milione di sterline in biglietti da cinquanta. Ci volle appena un’ora – 67 minuti, a essere precisi – per completare il lavoro. […]
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Istruzioni per sconfiggere l’ignoranza creativa

Diario ex post di un normale lunedì sera: avevo il biglietto per La Scala. Myung-whun Chung dirigeva il Concerto per piano e orchestra N. 3 di Ludwig van Beethoven. Mi aspettava, non sono riuscito ad andare. Troppi impegni, troppe cose da fare, troppo di troppo. Oppure disorganizzazione, quello che volete. In ogni caso va bene, capita. Ma da giorni mi scopro ad usare tutte le intercapedini temporali della giornata per attaccarmi a Spotify, ascoltare il concerto di Beethoven (da ex studente fallito di conservatorio considero la fine del primo movimento la chiusura perfetta nella storia della musica classica) e colmare il mio senso di sconfitta. Ecco perché considero onorevole auto-costringermi – è questa la parola adatta ed è questo il punto della questione – a mettere nella mia agenda serate alla Scala di Milano e nei teatri. È faticoso. Ma non me ne pento mai. Potete obiettare: ma chi te lo fa fare? La cultura è un piacere, non la prescrive il medico. Sì, ma almeno per come la vedo io lo spettro dell’ignoranza incombe sempre, non si fa mai annunciare e si nasconde bene: dietro mille impegni di lavoro da milanese imbruttito o meno. Dietro mille sacrosante incombenze familiari. […]
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Un Santo al giorno

Un Santo giorno 11-17 Dicembre 2017 La storia religiosa di Guadalupe inizia nel 1531 quando la Santa Vergine apparve più volte a Guadalupe, in Messico. Colui al quale la Madonna volle manifestarsi era un azteco e si convertì al cristianesimo. Il suo nome era Juan Diego Cuauhtlatoatzin e vide Maria per più di una volta dal 9 al 12 dicembre. Maria apparve per la prima volta a Juan Diego su un colle e gli chiese di far erigere ai piedi di esso un santuario in suo onore. Così Juan Diego si recò dal vescovo Juan de Zummarràga. Questi, però, non gli credette. Nella seconda apparizione Maria disse al veggente di tornare dal vescovo, che questa volta lo ascoltò ma chiese una prova che confermasse il fatto. Juan Diego tornò sul colle e Maria gli promise un segno per il giorno dopo. L’uomo, però, l’indomani, non poté recarsi sul colle poiché suo zio era gravemente malato. Tuttavia il giorno ancora seguente vide Maria lungo la strada, la quale lo rassicurò dicendogli che suo zio era già guarito, e gli chiese di tornare subito al colle. continua la lettura Figlia del doge di Genova, scoprì ancora fanciulla la vocazione allo stato religioso, confidando alla madre di voler entrare in un monastero. Ma la madre morì e Virginia […]
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