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ITALIANISM – 10 COPERTINE

Italianism chiesto a 10 esperti di indicare qual è, dal loro punto di vista, la copertina più importante e rappresentativa degli ultimi 50 anni di musica italiana. I motivi della scelta possono essere vari: la memoria personale e collettiva, l’impatto culturale che un’ immagine ha provocato, il puro dato estetico e di stile, il segno lasciato nel corso del tempo, la capacità di tradurre visivamente un suono o un’identità o una generazione. A tutti è stata offerta la possibilità di rielaborare in modo personale la copertina del disco assegnata automaticamente al momento dell’iscrizione. La risposta è arrivata con 750 artwork, che trovate pubblicati nella gallery. Una giuria composta da 10 professionisti per 10 copertine ha scelto i lavori di eccellenza. Ecco la mia copertina per il disco di Lucio Battisti – Anima Latina selected by Carlo Pastore.
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Ho fatto l’amore con l’assistente sessuale

A minuti arriva l’assistente sessuale. Paralizzato nel mio letto non vedo l’ora. Ci siamo conosciuti su Facebook, massima riservatezza e astenersi perditempo. I miei, con cui vivo, non sanno nulla. Lei, come da professione, avrebbe voluto parlare chiaro ma io le ho chiesto di mantenere la cosa fra noi. Ora, crogiolandomi nell’impaziente piacere dell’attesa, immagino come sarà. Una cascata di biondi riccioli sulle spalle. Fisico slanciato mentre facciamo conoscenza e lei mi guarda senza imbarazzo. Mi sento libero. Pienamente uomo. Qualche occhiata complice mentre i convenevoli sono doverosamente asettici. Forma e contenuto danzano una ballata ambigua. L’idea dell’approccio professionale mi fa ritenere che dovremo restare nei ruoli, ma il consenso che trovo nel nostro linguaggio oculare accende la speranza che a un certo punto cadranno determinate barriere e sarà quello che mi piacerebbe che fosse. E che piacerebbe anche a lei. E se la confidenza fra iridi fosse una mia costruzione? E se fosse il suo modo di fare? Stiamo tastando il terreno. La porta della stanza felpatamente richiusa dalla sua femminile destrezza. È leggiadra. Volteggia. Come farà all’amore? Presto saprò. O il suo lieve segreto resterà per sempre da Cupido protetto. Non faremo all’amore, mi snoderà lungo le vie […]
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Cat person

«Cat person», il racconto di Kristen Roupenian su un appuntamento andato male pubblicato sul New Yorker, sta facendo molto discutere. Abbiamo raccolto la testimonianza di donne che hanno vissuto situazioni simili. E ne abbiamo parlato con un esperto. «Margot incontrò Robert un venerdì sera, verso la fine del semestre autunnale». Da questo incipit parte il racconto che sta facendo discutere diverse comunità (online e offline) in questi giorni. Si intitola Cat Person ed è il resoconto di brutale e minuziosa onestà con cui Kristen Roupenian esordisce sulla rivista letteraria New Yorker. Margot e Robert sono destinati a reincontrarsi, forse a piacersi e poi a parlare a lungo in chat prima di rivedersi per un primo, e ultimo, appuntamento insieme. Nel corso della serata, Margot comincia a vedere Robert sotto una luce diversa da quella dello schermo, lo scopre più immaturo della sua età (34 anni) e anche meno attraente.Ma ha 20 anni e interpreta con ingenuità e apertura alcuni atteggiamenti, decidendo ugualmente di andarci a letto, controvoglia. La sua sparizione scatenererà l’aggressività di Robert, che – mesi dopo il rifiuto –  ubriaco inseguirà Margot in un bar dove si trova coi suoi amici e comincerà a mandarle messaggi, con un tono molto accusatorio e aggressivo, fino a definirla […]
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One million pounds burning

La sera del 23 agosto 1994 sull’isola di Jura, nell’arcipelago scozzese delle Ebridi Interne, un incendio divampava dentro un piccolo capannone abbandonato. Se qualcuno fosse entrato là dentro avrebbe pensato che l’intero archivio di un giornale fosse stato dato alle fiamme. Enormi pile di carta stampata stavano bruciando, innalzando in cielo colonne di fumo e cenere. L’ipotetico osservatore avrebbe inoltre notato che nel modo in cui quella carta prendeva fuoco c’era qualcosa di strano. Ci voleva un po’ prima che le fiamme attecchissero, per poi bruciare lentamente. Alla fine si sarebbe accorto che la carta era più densa di quella utilizzata per i giornali, e che i fogli erano molto più piccoli delle pagine di un quotidiano. Magari un angolo bruciacchiato svolazzante nella corrente d’aria calda avrebbe attirato la sua attenzione: non era un disegno della corona della regina, quello? Non erano in effetti banconote da cinquanta sterline, quelle che stavano bruciando? E neppure poche: erano centinaia. La verità è che il nostro ipotetico spettatore sarebbe stato il testimone dell’incenerimento di un milione di sterline, quella notte di agosto. Un milione di sterline in biglietti da cinquanta. Ci volle appena un’ora – 67 minuti, a essere precisi – per completare il lavoro. […]
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Istruzioni per sconfiggere l’ignoranza creativa

Diario ex post di un normale lunedì sera: avevo il biglietto per La Scala. Myung-whun Chung dirigeva il Concerto per piano e orchestra N. 3 di Ludwig van Beethoven. Mi aspettava, non sono riuscito ad andare. Troppi impegni, troppe cose da fare, troppo di troppo. Oppure disorganizzazione, quello che volete. In ogni caso va bene, capita. Ma da giorni mi scopro ad usare tutte le intercapedini temporali della giornata per attaccarmi a Spotify, ascoltare il concerto di Beethoven (da ex studente fallito di conservatorio considero la fine del primo movimento la chiusura perfetta nella storia della musica classica) e colmare il mio senso di sconfitta. Ecco perché considero onorevole auto-costringermi – è questa la parola adatta ed è questo il punto della questione – a mettere nella mia agenda serate alla Scala di Milano e nei teatri. È faticoso. Ma non me ne pento mai. Potete obiettare: ma chi te lo fa fare? La cultura è un piacere, non la prescrive il medico. Sì, ma almeno per come la vedo io lo spettro dell’ignoranza incombe sempre, non si fa mai annunciare e si nasconde bene: dietro mille impegni di lavoro da milanese imbruttito o meno. Dietro mille sacrosante incombenze familiari. […]
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Un Santo al giorno

Un Santo giorno 11-17 Dicembre 2017 La storia religiosa di Guadalupe inizia nel 1531 quando la Santa Vergine apparve più volte a Guadalupe, in Messico. Colui al quale la Madonna volle manifestarsi era un azteco e si convertì al cristianesimo. Il suo nome era Juan Diego Cuauhtlatoatzin e vide Maria per più di una volta dal 9 al 12 dicembre. Maria apparve per la prima volta a Juan Diego su un colle e gli chiese di far erigere ai piedi di esso un santuario in suo onore. Così Juan Diego si recò dal vescovo Juan de Zummarràga. Questi, però, non gli credette. Nella seconda apparizione Maria disse al veggente di tornare dal vescovo, che questa volta lo ascoltò ma chiese una prova che confermasse il fatto. Juan Diego tornò sul colle e Maria gli promise un segno per il giorno dopo. L’uomo, però, l’indomani, non poté recarsi sul colle poiché suo zio era gravemente malato. Tuttavia il giorno ancora seguente vide Maria lungo la strada, la quale lo rassicurò dicendogli che suo zio era già guarito, e gli chiese di tornare subito al colle. continua la lettura Figlia del doge di Genova, scoprì ancora fanciulla la vocazione allo stato religioso, confidando alla madre di voler entrare in un monastero. Ma la madre morì e Virginia […]
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La scomparsa di Lisa

Lei che si muove sicura, perché non vede pericolo intorno ai suoi passi.  Lei che si china, misura, prende appunti.  Lei che sta tornando alla scaletta più piccola per scendere.  Lei che non può sapere che la sta aspettando una trappola.  Lei che mette un piede dove non avrebbe mai dovuto metterlo.  Lei che sbanda e precipita e, forse, è spaventata, perché capisce cosa sta accadendo.  Mi chiedo spesso qual è stato il rumore che ha chiuso la sua vita e, ancora oggi, non mi spiego come ho fatto a non morire insieme a lei.  Sono passati sette anni da quel giorno, il 29 settembre 2010. Ho percorso un devastante iter giudiziario, nelle cui udienze il suo nome mi ha scalfito troppe volte il cuore: «Quando l’ingegner Picozzi è arrivata…», «Lisa è salita da sola su quella superficie?», «Nessuno ha detto all’ingegnere che c’era un pericolo?» e via dicendo. Il processo ha stabilito la condanna in primo grado per i responsabili della morte di mia figlia, che hanno fatto ricorso in appello. Stiamo ancora aspettando.  Il mondo va avanti, nel suo bene e nel suo male. La mia luce resta spenta. Mi muovo nel mio nulla e resto sempre ferma […]
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L’ultimo Ciao

Sono rigorosa e metodica, metodica e rigorosa. Anche il 12 marzo del 2014 mi sono alzata molto presto e metodicamente sono uscita di casa alle 7 e 20 per andare a lavorare. Rigorosamente ho timbrato il cartellino di entrata in ufficio alle 7 e 30. Come gli altri giorni avrei dovuto timbrarlo di nuovo per l’uscita alle ore 13 e 30: sei ore di un lavoro rigoroso e metodico. Il 12 marzo del 2014, però, prima di uscire di casa, a differenza degli altri giorni, non avevo salutato mio marito perché ero tanto stanca del suo male di vivere, tanto stanca di vivere così che volevo concedermi una pausa. Per una piccola pausa era sufficiente, forse, non salutarlo prima di uscire e lasciarlo lì, in piedi sulla porta di casa: avrei volto lo sguardo verso il pulsante dell’ascensore, schiacciato il bottone e «Basta, basta!». Ed è quello che ho fatto alle ore 7 e 20: non ho salutato mio marito e mi ricordo che in attesa dell’ascensore lui era già sulla porta di casa per dirmi un semplice «ciao», ma io non gli ho risposto e lui non mi ha chiesto, stranamente, a che ora sarei rincasata perché aveva previsto […]
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Lettera a un potenziale jhiadista

Non esiste un’unica formula che sappia spiegare come mai oggi gli individui vengono attratti dalla estremizzazione violenta, anche se fattori importanti possono essere identificati nel massiccio e diffuso sfruttamento dei giovani in tutto il mondo, nelle enormi disuguaglianze tra nazioni, fasce sociali e di reddito, e nelle politiche centriste pusillanimi che puntano ad accontentare i mercati piuttosto che a difendere i diritti dei cittadini. E allora, caro potenziale jihadista, che cosa ti spinge a intraprendere certe azioni? Forse stai contemplando lo stato in cui versa il Paese arabo o musulmano in cui vivi e ti senti ribollire di rabbia, disperazione e impotenza davanti alla tirannia, corruzione, povertà e mancanza di opportunità. Forse guardi incredulo all’intera regione e vedi come ogni ideologia e ogni tentativo di autonomia di governo siano falliti, o non abbiano dato i risultati sperati, perlomeno per la gente comune. Il pan-arabismo ha prodotto discordia, disfatta e dispotismo. Le monarchie conservatrici si sono servite della religione per puntellare le loro dinastie, e pretendono di governare per diritto divino, utilizzando il clero e la polizia custode della morale per proteggere i loro palazzi e opprimere i loro sudditi. Forse sei un giovanotto o una ragazza con grandi sogni e […]
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Francia Sola Andata “chi ha paura del Front National?”

Francia Sola Andata è il viaggio di Francesco Altavilla, Gianluca Durno e Stefano Galimberti per raccontare attraverso foto , video e illustrazioni le ragioni che hanno spinto parte dell'elettorato francese verso la destra di Marine Le Pen.
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