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Una cosa piccola ma buona

Arrivarono in auto al centro acquisti. Il cielo era terso . C’erano le stelle. Faceva freddo e nell’automobile accesero il riscaldamento. Parcheggiarono davanti al fornaio. I negozi e i magazzini erano tutti chiusi, ma c’erano alcune automobili in fondo al parcheggio, davanti al cinema. Le vetrine del fornaio erano buie, ma quando guardarono attraverso il vetro videro una luce nel retro e ogni tanto un uomo grande e grosso , col grembiule, che entrava e usciva dalla luce bianca e soffusa. Videro le vetrine interne e dei tavolini con le sedie. Ann provò ad aprire. Bussò sul vetro . Ma se il fornaio li udì non lo fece capire. Non guardò  verso di loro. Con l’auto arrivarono dietro al negozio e parcheggiarono. Cera una finestra illuminata, troppo alta per guardarci dentro. Un’insegna vicino alla porta sul retro diceva PASTICCERIA, ORDINAZIONI SPECIALI. Lei udì il debole suono di una radio all’interno e uno scricchilio- lo sportello di un forno mentre veniva aperto? Bussò alla porta e attese. Poi bussò di nuovo, più forte. La radio venne abbassata e adesso si sentì il rumore, il rumore di qualcosa, un cassetto, che veniva aperto e poi richiuso. Qualcuno girò la chiave e poi aprì. […]
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trentafebbraio n°349

trentafebbraio è un appuntamento che non puoi fissare trentafebbraio è un salto nell’agenda, un giorno in cui nessun aereo volerà, in cui nessuno nasce o muore, 30 febbraio è un mai addolcito da due parole reali… un giorno che ti ha insegnato a non aspettare semplicemente perché non c’è. trentafebbraio è la storia di una promessa fatta a una comunità – quella di Chiaramonte Gulfi – di un hotel dal passato glori0so, adesso un rudere, e un gruppo di persone che con disincanto e ironia aspettano l’apertura e il funzionamento della struttura. Il modo in cui si è scelto per aspettare il trentafebbario, il giorno di inaugurazione dell’hotel, è la realizzazione di un numero con l’unico obiettivo di segnare il tempo che separa la promessa dall’attuazione.
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